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Pignoramento, quali sono le somme impignorabili?

04/02/2019

Accade spesso che si presentino in studio clienti tenendo per le mani un atto di precetto all'interno del quale si intima il pagamento di una certa somma, in caso contrario si avvisa che si procederà ad un pignoramento della stessa presso terzi (es. datore di lavoro).

Occorre in questo caso essere ben coscienti di quali sono le somme che effettivamente possono subire tale tipo di esecuzione, da considerarsi come quella più “invasiva”.

Peraltro, il creditore non deve necessariamente elencare, nell’atto notificato al “terzo”, le somme o i rapporti da pignorare, potendo rimanere sul vago e limitarsi a parlare genericamente di “crediti”. Esistono però dei casi in cui il pignoramento presso terzi trova dei limiti, i quali verranno approfonditi nel seguente articolo.

Quali crediti pertanto non possono essere assoggettati ad alcun tipo di pignoramento?

La legge non dice quali sono i crediti pignorabili, il legislatore ha così preferito percorrere la via inversa, limitandosi a dire quali sono i crediti impignorabili.

Polizze Vita

Innanzitutto ci sono le polizze vita. Tutti i soldi versati in un'assicurazione per garantire una rendita a all'erede in caso di morte non può mai essere pignorata da nessun creditore.

Crediti Alimentari

C’è poi l’articolo 545 del codice di procedura civile che elenca una serie di somme che non si possono pignorare. La norma si apre dicendo che non si possono pignorare i crediti alimentari, ma questi possono eccezionalmente essere pignorati solo per «cause di alimenti» e sempre previa autorizzazione del presidente del tribunale che ne stabilisce la quota massima.

Cosa sono i crediti alimentari? Sicuramente ci sono i cosiddetti alimenti ossia quelle somme che vanno versate ai familiari più stretti quando uno di questi versi in condizioni di estrema povertà tanto da essere a rischio la sua stessa sopravvivenza.

Sussidi di sostentamento per i poveri

Sempre l’articolo 545 del codice di procedura dichiara totalmente impignorabili i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri. Si tratta quindi dei contributi previsti dalle numerose leggi statali in favore di chi ha un reddito molto basso o del tutto inesistente. Non è quindi pignorabile il reddito di inclusione (ormai abolito), la pensione sociale o l’assegno sociale.

Sussidio di maternità

Non sono pignorabili i sussidi dovuti per maternità dall’Inps alle lavoratrici che hanno appena partorito. Quindi i vari bonus bebè non possono essere aggrediti dai creditori.

Sussidi per malattie

Sussidi per malattie o funerali erogati da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza non possono neanche essere pignorati.

In questo elenco si può far entrare l’assegno di invalidità, la pensione di invalidità e l’accompagnamento per chi non è in grado di deambulare e/o di compiere gli atti ordinari della vita quotidiana.

Assegni alimentari

Anche gli assegni familiari non possono essere pignorati salvo, anche qui, nel caso in cui il creditore agisca, a sua volta, per un altro credito alimentare non corrisposto. Così, per esempio, il figlio potrebbe pignorare nei confronti del padre, inadempiente all’obbligo di versamento del mantenimento, gli assegni familiari che il datore di lavoro versa al genitore. I tutti gli altri casi, tali assegni non possono essere pignorati.

Pensione

Per quanto riguarda la pensione, come noto – al pari dello stipendio – il pignoramento può arrivare fino a massimo un quinto. Quindi quattro quinti della pensione non si possono toccare. Ma non solo. A differenza della retribuzione del lavoratore dipendente, della pensione il creditore non può toccare il minimo vitale (che è pari a 1,5 l’assegno sociale). Con la conseguenza che il quinto pignorabile si calcola sull’importo della pensione dal quale è già stato detratto il minimo vitale. E ciò vale a prescindere dall’entità dell’assegno pensionistico